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chiarappii


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Data invio: 26/07/2017 23:31:30
Vorrei avere delucidazioni su questa domanda di complete: \"I criminali che hanno polverizzato parte della chiesa di San Giorgio al Velabro aggiungono un nuovo, sinistro
capitolo alla storia di Roma antica, che pure si identifica nei secoli con la sua progressiva distruzione. I molteplici
Sacchi, Alarico nel 410, I Vandali nel 455, i Goti nel 538, i Saraceni nell\'846, i Normanni nel 1084, fino ai
lanzichenecchi nel 1527, rientrano per così dire nell\'ordinaria atrocità delle guerre. Lo smontaggio dei monumenti
pagani ad opera del Cristianesimo trionfante, a partire dal IV secolo, serve alla Chiesa per costruire chiese e basiliche e
quindi edificare una Roma cristiana emula della Roma Imperiale. Le maggiori distruzioni, paradosso della storia, sono
state perpetrate nel corso del Rinascimento: i suoi uomini, scriveva un secolo fa il grande archeologo Rodolfo Lanciani,
sono stati i veri \"carnefici\" di Roma Antica. Ma allora i monumenti antichi valevano come canone, come modello, e
poco importava la loro conservazione fisica. Roma antica fu utilizzata come una miniera, marmi e travertini ridotti in
calce e usati come materiali da costruzione. Del Circo Massimo, che poteva ospitare 100.000 spettatori, non è rimasta
una sola pietra. Il vandalismo moderno inizia dopo l\'Unità, con gli sterri selvaggi per le costruzioni dei nuovi quartieri e
la cementificazione spietata dei parchi e delle ville (...). Col fascismo si afferma un\'idea stravolta di romanità: si
pretende di risuscitare, con un\'operazione negromantica, la Roma Imperiale isolando i monumenti, raschiandoli per
riportarli al loro presunto \"prisco aspetto\", facendo tabula rasa di interi quartieri storici (...). Oggi l\'eterno Sacco di
Roma si colora di sangue a scopo di intimidazione e di eversione politica, si trasforma in terrorismo culturale (...). Né si
potrà più dire, con l\'antico umanista, che \"el bello di Roma sono le cose disfatte\", quando la loro contemplazione
suscitava grandi sentimenti circa la caducità delle cose umane, l\'invidia del tempo e la varietà della fortuna. Oggi quelle
cose vengono disfatte dalla criminalità politica che, al Velabro come al Laterano, a Firenze come a Milano, infierisce
sui simboli della nostra stessa identità culturale, sulle più preziose espressioni della nostra memoria storica. \"Gli antichi
lavoravano per l\'eternità: tutto essi hanno preveduto tranne la demenza dei devastatori\", scriveva Goethe l\'11 novembre
1786 (...)\". (da \"I carnefici di Roma\" di Antonio Cederna, Repubblica, 30 luglio 1993)
Tra i giudizi sotto elencati elencare quello NON rigorosamente ed esplicitamente fondato sull\'analisi condotta da
A. Cederna:
A)Goethe giudicava insensate le devastazioni dei monumenti antichi

B)I monumenti logorati dal tempo possono apparire belli proprio perché segnati dai secoli

C)La Roma Cristiana volle distruggere anche la memoria della Roma pagana

D)La pretesa di riportare all\'originario splendore gli edifici antichi è stata perniciosa

E)Gli odierni terroristi dimostrano di voler offendere i simboli più preziosi del nostro passato


Corretta: C
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